Tutto torna

Dopo aver espresso il mio senso si nervosa solitudine e bisogno di abbracci abbandonati in “Randagia“, vengo chiamata in causa con un post-citazione su Dating4u.it per un mio commento a questo post.

“Nessuno ti stringe…ecco il busillis. Alla fine tutto quello che si cerca è solo e semplice affetto, un abbraccio, uno sguardo affettuoso e complice perché in questa vita siamo tutti soli.”

Tutto torna, no?

Randagia

Il mio cuore

è abbandonato

da un’auto in corsa

come un vecchio giocattolo

dagli ingranaggi rotti

come una bestia

consunta

di carne

come un mozzicone

storpiato

dalle dita

che lentamente muore

sulla strada

La prima volta # iwordcamp

Ebbene sì. L’ho fatto. C’ero, e il mio svergnamento sociale da blogger si è finalmente compiuto: prima un po’ in sordina, stranita ed estraniata, poi più appassionata, soprattutto quando ho iniziato a conoscere qualcuno oltre i miei amici immaginari, a capire qualcosa di quello che si diceva (io di tecnicismi vari da nerd non capisco una beneamata) e si è parlato con Marcello Foa di “Giornalisti e blogger“.

L’intervento è stato stimolante, e ha rivelato alcuni spunti molto interessanti, prontamente scribacchiati (giusto per essere diversa, perchè in un posto dove spuntavano laptop come fossero polline, io dovevo scrivere a mano) sulla mia amata - e ormai in via di estinzione - Moleskine rossa.

Ecco i miei appunti riflettenti:

  • il blog come informazione alternativa. Alternativa al quotidiano cartaceo o web, alternativa di punti di vista, alternativa rispetto alla comunicazione di massa, il blog non uccide le testate giornalistiche per il semplice fatto che si chiama blog, e non quotidiano. Se, a mio parere, la testata, anche su web, è il punto di riferimento “ufficiale” dell’informazione, e quindi soggetta a linee editoriali, agenzie, censure e quant’altro, il blog si pone in maniera indipendente, sia come approfondimento e commentario, sia come contraltare e vigilante dell’informazione, sia come editore di notizie, fatti e tematiche fuori dai circuiti principali. Ora, sarebbe bello che i due mondi interagissero, magari inserendo in coda all’articolo della testata link a post correlati (non solo ai blog della testata!), o un motore di ricerca. Il problema che sorge però (soprattutto nel ricercare post riguardo che non riguardano fatti pubblicati su testate on line) è che, essendoci una quantità imbarazzante di blog, la possibilità di trovare non tanto l’approfondimento, ma il particolare mancante, il dettaglio o la notizia inedita risulta piuttosto scarsa. E alla fine si rischia nuovamente di creare un circuito ufficiale, molto meno alternativo del previsto, anche tra blog. Il percorso dei blog verso l’aggregazione, dalla parcellizzazione all’informazione di massa, sembra arduo e tortuoso.
  • Uno dei fattori che inibiscono a concentrarsi di più sulle testate on line è il vile ma indispensabile denaro: infatti in molti sostengono che il web non riuscirà mai a coprire gli investimenti pubblicitari necessari al sostentamento della testata. E spesso a questa affermazione si aggiunge: “perchè la pubblicità su internet non funziona”. Ma è qui che si cade in fallo. Perchè forse è ora, e in Italia, che la pubblicità su internet non funziona (anche se non credo si possa fare una generalizzazione così ampia). Mai sentito parlare di un tale Marshall Mc Luhan? Beh, è quello che dice una cosetta da niente, cioè che “il mezzo è il messaggio“, cioè che il mezzo con cui si comunica un contenuto lo modella a sua immagine e somiglianza. Quindi, oltre al fatto che in questo momento il web ha una penetrazione ancora relativamente bassa in Italia, soprattutto presso determinati target, aggiungo anche che finchè l’ADV on line non sfrutterà le caratteristiche proprie del medium (istantaneità, dinamicità, interattività ecc…), ma cercherà di ricalcare (malamente) modelli di comunicazione propri ad altri media, (l’affissione, per citarne uno), non funzionerà, o funzionerà poco, per forza.
  • Se un blog non può sostituirsi a una testata, può sicuramente diventare un giornale on line, spesso tematico. Per giornale si intende una pubblicazione giornaliera (o quasi) e aggiornata, contemporanea, riguardo specifici temi scelti dal blogger; ovviamente, se il blog tratterà di un argomento di nicchia, distinguersi sarà più facile. Un blog, per diventare un punto di riferimento nel panorama tematico di cui di occupa, dovrebbe essere redatto con serietà e passione: oltre ad assecondare i meccanismi della socialità web(sani o un po’ perversi, non so), ad effettuare ricerche approfondite, credo sia fondamentale l’adattamento del contenuto al mezzo. Va da sè, che i testi presenti in un blog dovrebbero avere una forma propria, invece di essere, come spesso capita (mea culpa, mea culpa!) un mero copia/incolla di scritti destinati ad altri supporti. Sembra infatti che paragrafi, grassetti e corsivi, elenchi puntati, link e un po’ di sintesi siano fantascienza per molti blogger. Ben altro discorso è quando si parla di pubblicare testi con valenza artistica, come racconti o poesie, dove applicare questi principi può snaturare forma e messaggio del testo stesso. Insomma, guadagnare autorevolezza e scrivere in modo appropriato è una dura lotta.

Dopo questo post eccessivamente lungo e serioso, collasso tra le lenzuola.

Aspettando la prima volta # iwordcamp

Domani parteciperò al mio primo Wordcamp! Sono un po’ emozionata… ;)

Un’occasione importante per approfondire tematiche, conoscere gente e farmi conoscere.

Sarà il mio sverginamento sociale da blogger!

Borderline

Sintetico. Minimalista. Zen.

Posterminimo. Tnks to piccolecose

HomeCine Network # Kinsey

Seconda puntata della rassegna Amor(e)Sesso: Kinsey, di Bill Condon (sarà un caso?).

Alcuni link di utilità preliminare:

Cos’è il sesso? Come lo si vive? Quali sono i nostri tabù? Cos’è cambiato nel sesso durante gli ultimi 50 anni?

Queste sono alcune domande che il film inevitabilmente pone, e alle quali, per spirito di ricerca o per smania di onanismo mentale, inevitabilemente, devo cercare di dare una risposta. Almeno la mia risposta.

Direttamente dalla mia Moleskine rosso ammmmore, un po’ di appunti raccolti durante la visione e rimaneggiati.

  • “Mantenere il non giudizio” perchè “la diversità diventa l’unico punto irriducibile della vita.” Perchè la sessualità è intima, privata, è pulsione, esplorazione. Ognuno ha i suoi gusti e i suoi modi. “Basta aprire gli occhi” per andare oltre le barriere che la società o le nostre menti ci impongono, e scoprire qual è la nostra vera natura sessuale. L’unico limite che dovrebbe essere rispettato è la volontà altrui, e il non causare sofferenza, come dice anche lo stesso Proc (soprannome di Kinsey). Quindi basta con i ditini puntati sugli altri e che ognuno si faccia un po’ più le scopate sue.
  • Com’è il sesso oggi? Come è cambiato? Le cose che si fanno sono sempre le stesse? Quali sono i nuovi tabù? Molte cose sono cambiate, molte altre no, non rispondo qui perchè mi consumerei i polpastrelli. In generale, credo si possa dire che il sesso in sè sia ormai sdoganato, forse anche privato di una certa sacralità, mentre ci sono comportamenti sessuali che sono socialmente accettati solo dal punto di vista nominale, quasi fosse una moda: perchè quando ci si trova a fare i conti con sè stessi o con un paio di occhi che ti guarda fisso e ti pone una domanda, la faccenda è molto diversa. Qualche esempio? La masturbazione femminile, il sesso anale per i maschi eterosessuali, la bisessualità e l’omosessualità, il feticismo, il BDSM (che sembra vivere un momento di straordinaria popolarità)… e molti altri (qui mi aspetterei dei commenti stimolanti per cercare di capire quali siano i tabù di oggi!)
  • Quanto “regole” e tabù condizionano il comportamento sessuale? Personalmente ho sempre vissuto la mia sessualità in modo spontaneo, libero, semplicemente come una cosa bella. Di sicuro divieti e dettami, come quelli imposti dalla Chiesa, condizionano, a volte limitano - anche inconsapevolmente - i comportamenti sessuali, perchè la società, o parte di essa li considera riprovevoli, vergognosi, sconci. E questo ci rende meno liberi di esprimere la nostra naturale pulsione. Ma se le regole sono fatte per essere infrante, il non averne non priva, almeno un po’, del brivido della trasgressione?
  • “Il sesso è il collante della pace”. Il sesso è santo, perchè ci permette, se fatto come si deve di percepire la parte più profonda dell’altro, di entrare in contatto con la sua vita, con la sua energia…e di colpo ci si accorge che abbiamo bisogno l’uno dell’altro, perchè siamo diversi, ma fondamentalmente uguali. Ecco perchè il sesso, se fatto bene, può essere fare l’amore, anche se non si è innamorati, e ci si ama solo per 3 ore. Ma ci si ama. Questo è quello che io definisco “una sana scopata”.
  • Il sesso è una cosa seria, che può creare come distruggere. Questo perchè non è solo istinto animale, accoppiamento o riproduzione: ci sono di mezzo (per usare un eufemismo) sentimenti ed emozioni, come l’amore. E “l’amore non si può misurare” o quantificare, mentre il sesso sì. Quindi dove sta il limite? Nessuno lo sa, perchè “in amore siamo tutti ignoranti“.  Comunque, il sesso smuove energie, è un detonatore potente che attraversa e colpisce cuore e cervello: quindi, andrebbe fatto con una certa cautela, o saggezza, e sempre con rispetto per sè e per gli altri.

Questi gli scampoli di chiacchiere e pensieri…ce ne sarebbero molti altri, molto più ( e meglio!) articolati, ma ci vorrebbe un saggio di 500 pagine, invece di un post, che è già diventato troppo lungo.

HomeCine Network#Lucia y el sexo

“cosa fai lunedì sera?

“Cineforum a casa di amici, con discussioni deliranti via Skype”, ovvero

HomeCine Network

Il tema di questo cine-ciclo è “Amor(E)Sesso“. Potrei forse mancare? Potrei non scriverne?

Abbianmo visto Lucia y el sexo.

Per me era la seconda volta, e devo dire che è stata migliore della prima, visto che la trama è davvero incasinata e che la prima volta l’avevo visto già iniziato, perdendomi tutte le scene piccanti. Che mi hanno colpita parecchio per la loro verità, per la loro passionalità viscerale, spesso morbosa.

Un film denso, che parla di amore, sesso , morte, perversione e pazzia…che spesso si confondono, oltrepassando la linea del dei canoni estetici e morali. Lo spaccato dell’amore e della pulsione che si trasformano in ossessione, in una discesa verso i cunicoli più scuri dell’essere umano, andando sempre più a braccetto con la morte, che permea anche gli orgasmi, come cadute e resurrezioni. E’ Lucia che dice: “sto morendo” o “muoio”, invece di “sto venendo” o “vengo”, è la trama, è la luce, l’immaginazione e la realtà che si confondono, come se nulla poi, accadesse davvero.

Forse, più che per le scene di sesso, è proprio per i legami che si intessono tra i personaggi, che il film andrebbe guardato con consapevolezza e maturità (in Italia è vietato ai minori di 18, mentre in Francia il divieto è abbassato a 12 anni). E’ il lato oscuro dell’amore e della carne, non l’amore e la carne in sè, che può colpire o essere incompreso, e che inoltre, non si espirme nelle scene erotiche, ma piuttosto in quelle oniriche, in quelle più allusive, meno esplicite, che forse un ragazzo\a di 16 anni, o anche 18, non può capire. Perchè quel tipo di passione che ti brucia l’anima non è una questione di maturità, o di neuroni: è una questione di esperienza di vita.

Le scene di sesso, o meglio, d’amore, sono estremamente realistiche, vissute, ed è forse proprio per questo motivo che risultano più intense. C’è il gioco e la fantasia del sesso: non sono volgari, ma forse nemmeno poetiche nel senso romantico: più semplicemente, vere. Sono fotogrammi di due persone che si amano senza limiti e con tutti i limiti delle persone. E in questo non ci sarà mai nulla di brutto, o di sconveniente. Forse la lezione di questa pellicola è che siamo tutti esseri umani incomprensibili, folli e meravigliosi.

Alla prossima pellicola.

00.17

e penso a te

che non te ne vai, e neanche arrivi

che rimani

nonostante tutto

il casino e la paura

sei troppo vivo dentro di me

per essere solo un pensiero

folle e stupendo

vorrei diventassi vero

adesso.

Car-porella

E’ la Fiat Punto G, la nuova macchina per gli innamorati (o senza privata dimora): con vetri completamente oscurati, isolamento termico e acustico, e sedili completamente reclinabili… Praticamente una stanza di motel su ruote. Avranno pensato a un distributore di fazzolettini o a dei punti dove attaccare le funi da bondage?

Sex in ADV#5

Non propriamente sex…ma mi piacevano

Sex%

Medaglia d’oro al piacere per gli italiani. Un interessante articolo afferma infatti che il 66% degli italiani sia soddisfatto della propria vita sessuale, contro il 48% della media mondiale.

Ci sono diversi fatti da notare:

    • meno della metà delle persone che ha una vita sessuale si reputa soddisfatta, e la cosa mi sembra grave, preoccupante, e triste: perchè fare sesso allora se non è soddisfaciente?
    • spesso si tende ad associare l’appagamento sessuale all’orgasmo. Personalmente non sono d’accordo, non del tutto per lo meno: perchè il sesso può essere stupendo e soddisfaciente anche senza venire a tutti i costi ogni volta. La cosa che considero straordinaria del sesso è il contatto umano, vero, senza filtri, che si raggiunge con l’altra persona, accordando i respiri, i battiti, le voglie…è la libertà dalla nostra mente, dalle regole e dai vestiti, la libertà di perdersi nelle sensazioni, in un tempo e in uno spazio indefinito, che si crea ogni volta. E poi il sesso è desiderio, eccitazione, brividi, è sfidare i propri limiti e un mezzo per capirsi e conoscersi. E queste sono cose che non si esauriscono in pochi secondi e tante endorfine. Certo che venire, magari insieme, è una cosa stupenda e assolutamente auspicabile.
    • le donne, soprattutto se si usa il metodo “contaorgasmo”, sono meno soddisfatte degli uomini. Un appello: visto che la natura non ci facilitate nel raggiungere l’orgasmo sia riguardo i tempi che le modalità, aiutateci voi leggendo per bene la parte sui consigli.

      Spero di rientrare al più presto a far parte del gioioso campione, per dare il mio contributo, con molto piacere.

      Piccoli amici vibranti

      Circa un anno fa mi hanno rubato la borsa.
      Nulla di sconvolgente, a parte l’infinita trafila burocratica per rifare i documenti, cambiare la serratura e l’irrimediabile perdita dei miei ormai ex occhiali da sole vintage. E l’incolmabile vuoto per la perdita del piccolo vibratore, che portavo sempre con me, appunto, nella borsetta. Se non altro i ladri devono essersi fatti quattro risate.

      Fatto sta che ero stata privata di uno dei miei piacevoli compagni; fortuna che ancora per qualche mese mi era rimasto quello vero, in carne e niente ossa.
      Il mio piccolo amico era stato acquistato in un grande sex shop in un periodo di trasgressioni e troieggiamento feroce, postumo alla chiusura con il mio precedente fidanzato, ovvero Mr Calesse (mi ha lasciata dicendomi “sai, pensavo fosse amore e invece era un calesse”. No, non sto affatto scherzando). Ho sempre adorato i sex toys, mi hanno sempre incuriosita ed eccitata con le loro forme, con il loro non essere corpo ma oggetto meccanico, perfettamente controllabile nelle tue mani, e perfettamente fuori controllo in quelle di qualcun altro.
      Avevo girato a lungo nel negozio, soffermandomi attentamente su ogni oggetto esposto nelle vetrinette a ridosso delle pareti che custodivano gli oggetti dei miei desideri. Sapevo quello di cui avevo bisogno e l’avevo scelto con cura: abbastanza piccolo da stare nella borsa, colorato, abbastanza pornografico senza essere naturalistico. L’avevo trovato quasi alla fine del mio giro, dopo aver scartato vibratori a forma di pannocchia, e innumerevoli altri troppo veri o troppo grandi: grande poco più di un dito, anatomico, di un viola profondo dai riflessi cangianti.
      Ho fatto cenno al commesso, che ha aperto la vetrinetta con un clack di pensieri taciuti e lungimiranti nelle mie fantasie, lanciandomi un’occhiata. Ho sentito la vibrazione aumentare sulla pelle della mia mano e ho immaginato cosa avrebbe sentito la mia carne, forse in quel momento troppo debole per farsi corrompere da qualsiasi cosa avesse un’anima.

      E’ stato con me per un paio d’anni. Poi, perduto per sempre, tra mani e coscienze sporche.

      Pochi giorni fa, avevo voglia di tirarmi su di morale andando a comprare mutandine ecciatanti a poco prezzo nel sex shop vicino a casa mia. Purtroppo non ne ho trovate che mi piacessero, così ho ripiegato - da me non me lo sarei mai aspettato - verso il reparto dei sex toys.
      E lì ho trovato il suo sostituto: sempre piccolo, ma con un appeal di design, nero vellutato e metallo.
      Non l’ho ancora provato - lo farò a brevissimo ;) - ma credo proprio sarà degno del suo predecessore.
      Mi godo la mia singletudine e vado sotto le lenzuola.

      il mio nuovo amico vibrante

      Cigliegina sul capezzolo: spiegare al gestore di un sex shop cos’è The Cone, non ha prezzo.

      Profumo di…donna

      Chissà cosa penserebbe l’Al Pacino di “Scent of a woman” di Vulva. Impazzirebbe? Si farebbe privare dell’olfatto? O diverrebbe il maggiore consumatore di Vulva? (ripeto il nome perchè mi sembra oltremodo sgraziato).
      Vulva, ovvero essenza di donna, letteralmente: l’umor femmineo viene estratto (?) direttamente dalle migliori vagine del creato e raccolto in un’elegante fiala di vetro, per essere impugnata da te, irrimediabile pappone, che devi sempre sentirti appena scopato! Vulva è una fragranza di fica calda e bagnata da inalare o “farsi gocciolare” sui polsi per scatenare ormoni, fantasie e filmini hard che ti vorticano nella testa - o almeno questo è quello che dice il sito.

      Ecco come avere sempre sotto naso l’odoroso piacere di una sensualissima vagina, che ovviamente appartiene a una bellissima donna, perchè la patatina delle altre - medie, carine e cofane - non odora affatto.

      Per la serie: feticismo essenziale.

      Blackout

      Sono le 3 del mattino. La strada è quasi deserta e anche i manichini dormono dietro le vetrine. Gli spazzini lavano la strada raschiando la giornata via dall’asfalto con le loro scope dure.
      La strada è bagnata e pronta ad asciugarsi con il nuovo giorno. E i cestini vuoti pronti a riempirsi, e le luci gialle come gli occhi di un gatto pronte a spegnersi tra poche ore.
      Il rumore di pochi motori che sfumano nell’aria e io che dico “…non immagineresti mai quello che riuscirei a fare…”
      …e le luci gialle si spengono, e il tempo tace, e io trattengo il respiro per paura che la vita scappi.
      Buio. Solo il buio denso di questo blackout dove solo la luna disegna il chiaro delle nuvole.

      E tu mi guardi dal nero e mi afferri la mano e mi fai correre in un vicolo che non esiste nella luce e le tue labbra si incollano alle mie e le mordono le afferano e io sfuggo giro la testa ti porgo il collo poi torno a baciarti mentre tu mi spingi contro un muro rotto e ruvido di segreti e mi giri e stringi i miei seni e con le mani scolpisci i miei fianchi e disegni la mia pelle sotto i vestiti, e la tua barba sfatta graffia il mio collo e tu mi sbrani d’amore con la tua bocca, ti spingi contro di me, spingi il tuo desiderio contro di me e intrecci le mani nelle mie portandole in alto invocando la mia immobilità contro quel muro. Mi allarghi le gambe per perquisire la mia anima e mi sollevi la gonna e mi sussurri “è questo che avevi immaginato, vero?” e mi accarezzi i capelli piano e poi li tiri e il mio collo si inarca e il mio respiro vola fuori da me con un “sì” di primavera e rondini e sento la cintura che si slaccia e i tuoi pantaloni che cadono a terra e il tuo cazzo che sfrega sul mio culo e lo scolpisce della tua voglia e le mutandine inutili si dissolvono in uno strappo e tu sei già dentro di me ed è quasi troppo facile ed è troppo bello perchè sento la tua vita che si incastra nella mia e sento la tua pelle le tue ossa e il tuo respiro che sbattono che mi sbattono e tu mi scopi con ancora più violenza e sai che mi piace perchè la mia figa urla libertà e ribellione e io ti spingo via con un solo colpo e mi giro di nuovo e vedo i tuoi occhi neri come il caffè e ti attiro sempre più vicino a me con una gamba nuda tra i miei capelli contro quel muro non ci sono ricordi ma solo il presente c’è solo ora e non mi importa non mi importa di niente e tu mi sollevi anche l’altra gamba afferrando le mie coscie aperte fresche e bollenti tra le mani, e sento che sei di nuovo al centro di me e sento il tuo cuore che si contrae spasima brilla tra le mie labbra quando ti bacio e tu chiudi gli occhi e io chiudo gli occhi e allora c’è solo il sesso la natura l’istinto che trema scoppia grida che esiste.

      I fari si sbalancano come gli occhi gialli di un gatto

      e tu appoggi la tua fronte sudata contro la mia e sorridi e mi accarezzi la faccia e mi baci e non dici niente sei solo con me e il nostro buio.

      Metrosexual?

      Metrosexual è un neologismo usato per indicare quelle persone che, pur essendo etrosessuali, non nascondono il proprio lato “del sesso opposto” (opposto a cosa poi, non saprei dire).

      Quando ho sentito per la prima volta questo termine, e la sua relativa definizione, ho pensato a due sessualità diverse, nella stessa misura, nello stesso corpo: come due gemelli siamesi, come il diavoletto e l’angioletto delle gonadi. E una piccola me saltella nel mio cranio, con il braccio teso a chiedere la parola, e dice: “io lo so io lo so! sono io sono io!”.

      Perchè in molte cose sono penso da uomo, mi comporto da uomo, ma sono una donna a cui piaccono gli uomini. Irrimediabilmente.

      E
      accavallo le gambe come un uomo, e anche come una donna
      ho le fantasie sessuali di uomo, di una donna e anche di una lesbica
      amo con la violenza di un uomo, ma con la tenerezza di una donna
      mi vesto in giacca e cravatta, felpa, jeans, t-shirt e all star, metto i boxer per dormire
      ma porto anche tacchi alti, calze con la riga, intimo sexy, minigonna, e due goccie di Chanel n°5
      mi piacciono il calcio, la boxe, ma anche la danza classica e il pattinaggio
      sono sboccata e dolce all’inverosimile
      mi diverto come un uomo e anche come una donna
      (non che tutto questo voglia dire qualcosa…)

      Sono contenta e fiera di essere donna ma vorrei essere più uomo
      O forse vorrei essere un uomo nel corpo di una donna forte come un uomo ma femminile come una donna.

      Quindi sono metrosexual? e lo sono una sola volta o due, ognuna per sesso? Ho una sessualità bipolare e dissociata? O sono semplicemente libera?
      Forse, sono solo un animale femmina.
      Fanculo le definizioni.