O - L’orgasmo

Scarlett si accasciò sopra di lui, come se le fosse appena saltata la corrente. Ansimava forte, e i muscoli, prima tesi e contratti, si erano rilassati di colpo, facendole compiere piccoli gesti involontari. Il movimento di un dito, lo sbattere insistente delle palpebre, il debole e spasmodico scalciare di un piede. Aveva la fronte sudata e tra le sue gambe sentiva ancora i loro sessi bollenti di piacere. Rimase immobile un istante, solo per sentire il sangue che pulsava, il contatto delle loro pelli umide, i respiri che si levavano in sincrono. Lasciò che lui la cingesse con un braccio e le accarezzasse la testa. “Sei venuta?” le chiese lui, alzando un poco la testa, guardandola dritta negli occhi. Lei sorrise un sì, e una lacrima le scese dagli occhi, attraversò la guancia rotonda e si fissò all’angolo della bocca. Lui la raccolse con un bacio e le disse: “perché piangi? Perché sei triste?” e lei sbattè violentemente le palpebre come un ventaglio, inclinando la testa un po’ all’indietro. “Non sono triste” rispose con voce spezzata “è solo che quando mi lascio andare lascio andare tutto”. Lei continuava piangere e lui non capiva, ma la lasciò parlare “è come se non riuscissi a trattenermi, come se tutto diventasse liquido, e io non posso fare altro che lasciarlo andare”. Disse: “e arriva tutto insieme, il dolore con il piacere, la rabbia con la gioia” chiuse gli occhi, come per concentrarsi, sovrapponendo le ciglia in un’unica linea scura, poi continuò: “all’inizio è una sensazione piacevole, leggera, come del mare calmo di notte che ti accarezza i piedi, come sentire un il vento freddo sulla pelle quando sei triste, come quando chiudi gli occhi andando in altalena per sentire la vertigine ancora più dentro. Poi la vertigine inizia ad aumentare, e senti delle onde che partono dal suo sesso che si contrae, e che le spinge al tuo cuore che diventa liquido e ribolle di gioia e piacere, e queste onde si espandono a tutto il tuo corpo, e persino al fuori, formando come dei cerchi che sfuocano tutto e senti come il mare si ingrossa, e inizia a schiumare, a infrangersi con violenza. Allora inizi a godere, e a sorridere, di quegli spruzzi di vita che ti finiscono addosso e tu sai che devono arrivare, ma ti sorprendi sempre quando ti colpiscono, come se in realtà tu non l’avessi mai saputo, come se continuassi a dimenticare quella sensazione, quel ferro freddo e rovente assieme che ti percorre le ossa e le vene. È tipo…come leccare la lama di un temperino, ecco, come tormentare un dente da latte che deve cadere, come stuzzicare una ferita fresca, finchè non senti che ti stai squarciare, commuovere, venire. E a questo punto senti che tutto quel mare che hai dentro sta per dilagare in un unico, immenso e fragoroso istante, e tu ti senti così troppo piccola per contenerlo, e allora non puoi smettere di muoverti, di dibatterti, semplicemente non puoi, devi lasciarlo andare, perché se tu ti fermassi in quel momento, non ci sarebbe più niente. Ti senti come se avessi qualcosa di tagliente dentro che ti fa quasi male, che spinge per uscire, tatuando con un ago di luce tutto il tuo corpo di endorfine. E quando succede, quando vengo, tutta me stessa è concentrata in quell’unico nocciolo di nervi e sangue, che esplode e si libera, e mi libera, e diventa tutto, e allora anche io in quel momento divento tutto”. Scarlett smise di parlare, per cercare di vedere se stessa mentre godeva, mentre perdeva il controllo. Lei che era solo la sua vagina, e nient’altro, che rinasceva, che respirava, che piangeva e che rideva ancora, di nuovo. Riaprì gli occhi, e baciò il braccio caldo di lui. Disse: “hai mai provato qualcosa del genere?” ma lui non rispose. Si era già addormentato.

1 Commento/i

  1. Commento di offender on Agosto 13, 2007 4:33 pm

    Mooolto carino :-)

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