il tempo di mezzo
Sono morta da neanche cinque minuti e già mi sento meglio. Non è stato poi così brutto, e, a dir la verità, neanche troppo doloroso: ho sentito solo il botto della vena che scoppiava e poi era già tutto finito, sono scivolata su una lingua di luce e sono arrivata qui. Ora sono sola in una stanzetta vuota e bianca con una porticina stretta e rosa. Sopra la porta c’è un cartello con scritto: “si pregano gli utenti di conservare le sembianze terrene fino al completamento delle procedure”. Mi trastullo il labbro inferiore con fare interrogativo, poi mi rassegno a rimanere nell’ignoranza, faccio spallucce e ricomincio a guardarmi intorno: il pavimento è morbido e setoso, il soffitto è a forma d’uovo e le pareti sono trapuntate e imbottite, cosparse di piccoli bottoni colorati. Mi sembra un posto familiare, qui, ma non ricordo di esserci già stata prima. Apro la porta e mi trovo in un’altra stanza molto più grande, affollata di gente che grida e si spintona, accalcata attorno a un punto preciso. Una signora grassa e con gli occhiali calati sul naso ulula con una voce stridula da ambulanza: “attendete il vostro turno, attendete il vostro turno ho detto!”, scuote la testa sconsolata e se ne torna dietro il suo sportello. Qualcuno urla: “signò sono finiti i numerini! e io adesso come faccio a sapere dove devo andare, quando mi reincarno e in che corpo? E se poi sbagliano? A me chi me lo dice che quello è proprio il mio corpo?”. La signora grassa esce di nuovo dalla sua postazione e alzando le braccia flaccide cerca di sedare le urla di queste non-vite senza pace: “i meccanismi di smistamento saranno ripristinati entro pochi istanti, per favore, ora prenotatevi ordinatamente, accomodatevi sulle poltroncine, e attendete il vostro turno”; poi sbuffa, e torna a sedersi dietro una catasta di pratiche ammonticchiate. Prendo il mio numerino in questa grande rosticceria di corpi caldi e pronti ad essere rianimati e mi siedo tranquilla a sfogliare una rivista spiegazzata che si intitola: “Karma 2000”. Io sono il numero 168463 e adesso sono al numero 37, ma non mi importa più di tanto se devo sopportare un’altra coda, un’altra pila di scartoffie da riempire e la faccia nauseata di un’altra impiegata sottopagata. Finalmente non sento più i dolori al petto e non vedo più il mio capo. Finalmente potrò starmene in questo limbo energetico per un po’, ad aspettare che tocchi di nuovo a me, a godermi questo momento di meritato “riposa in pace”. Molta gente si chiede perché. Ma io non me lo chiedo semplicemente perché mi sembra inutile, uno spreco di tempo: anche a pensarci le cose non cambiano, si continua a vivere e a morire comunque. Attorno a me appaiono di continuo persone nuove, uomini, donne e bambini: sono così tanti che se qualcosa qui avesse senso non potrebbero starci se non sotto forma di acari della polvere. Poi spunta un tipo che dice in un walkie talkie: “ne è appena arrivato uno che si è fatto saltare in aria, cosa faccio? Raccolgo i pezzi o elimino il profilo delle sembianze?”. L’apparecchio gracchia e risponde: “elimina il profilo, isolalo e poi portalo al reparto 9”. “Ricevuto” e compare una macchia azzurrognola e informe che viene risucchiata in una sfera, e il tipo la infila in un marsupio di stoffa marrone. Riabbasso lo sguardo senza fare domande e continuo a non fare niente.
Quando la coda è arrivata al numero 5559 una signorina alta e magra, con la faccia equina, mi porge un plico di fogli con la mano annoiata. Sulla copertina c’è scritto “test di autovalutazione del karma”. Poi mi porge un altro fascicolo che invece è il “test di autovalutazione del test di autovalutazione del karma”. Vado con ordine, e mi metto a sfogliare il “test di autovalutazione del karma”. C’è scritto: “questo test è atto a valutare il residuo di consapevolezza una volta effettuato il trapasso” . C’è scritto: “in una scala da 1 a 10, come valutereste il grado di felicità non transitoria dell’esistenza appena trascorsa?”, e poi: “quale tendenza potete riscontrare abbia avuto il maggiore influsso negativo sulla vostra esistenza appena trascorsa?”. E ancora: “classificate in ordine crescente gli stati d’animo che vi hanno maggiormente coinvolto”. Prendo una matita sul tavolino di fianco a me e comincio e riempire le caselle vuote di grafite mistica.
Finalmente il mio numero lampeggia, mi alzo e vado verso lo sportello dove mi aspetta la signora grassa. Lei mi dice: “i test?” guardandomi da sotto gli occhiali, e io li faccio passare sotto il vetro. Poi li timbra pesantemente, facendo tremare la pelle flaccida del suo viso rugoso e aggiunge: “Bene. Questi li tengo io, se ha risposto bene avrà un alleggerimento karmico, se ha risposto male avrà un appesantimento karmico. Ora oltrepassi la porta qui a sinistra, prenda il numero e aspetti il suo turno.” Io vorrei alzare la mano e dire: “scusi, non ho capito” ma un bambinetto di cinque anni mi intima: “smamma tardona” e mi spinge via, prendendomi a calci negli stinchi. Saltellando su una gamba per il dolore vado verso la porta, penso: “tanto peggio per te marmocchio” e gli auguro di diventare un’alga.
“Se fossi un cartone animato sarei bidimensionale? E sentirei qualcosa? Senta, ma i cartoni animati hanno un karma? No perché sa, ci sono quelli sfigati che muoiono sempre e quelli invece che non muoiono mai…e mi chiedevo se quando finiscono investiti da un treno poi si reincarnano anche loro…sa, è tutta la vita che ci penso”. Dopo altri 27 numerini presi, dopo altri 27 impiegate grasse finalmente sono seduta in un piccolo ufficio, di fronte a una signorina con un completo bianco e degli occhiali con la montatura azzurra. Dev’essere lei quella che mi assegnerà un nuovo corpo in uso, quella che mi dirà dove devo rinascere e aggiornerà il mio profilo karmico. Lei mi guarda senza rimanere perplessa, fa oscillare la penna tra le dita, poi si ferma e dice: “qualcosa di più originale?” con il tono di una psicanalista annoiata e cinica. Io rovisto nelle connessioni del mio fu-cervello e cautamente dico sottovoce: “senta, sarebbe possibile rinascere uomo?”. Lei chiude gli occhi scoraggiata e poi risponde con tono paziente:
“Signorina, dal suo dossier non risulta che lei abbia commesso azioni tanto infime nei confronti della sua e altrui vita, pertanto mi sembra estremamente difficile che lei possa venire degradata ad animale, o peggio ancora a vegetale.”
“Sta dicendo che potrei anche scegliere il corpo di un gatto?”
“Sì, ma se in questo modo potrebbero sorgere dei problemi”
“Cioè?”
“Cioè che ci sarebbe un corpo vacante e in questo momento i fondi per la creazione di nuove energie vitali sono esauriti…quindi potrebbe prendere il suo posto un’energia estremamente negativa. Le piacerebbe che Hitler tornasse umano?”
“ehm…No…comunque io intendevo uomo nel senso di maschio.”
“Ah, quello è possibile, ma dipende dalle sue tendenze. Al massimo se nasce donna può sempre cambiare, per così dire, in corso d’opera…comunque se proprio ci tiene a rinascere con la testa vuota deve avviare una pratica speciale. Potrebbe volerci del tempo”
Le dico: “non ho fretta” e ascolto il farfugliare kilometrico di piani, uffici, reparti uscire dalla bocca secca dell’impiegata, distratta dal desiderio di poter provare cosa vuol dire avere la forza per fratturare una mascella, cosa vuol dire non dover fare il tiro al bersaglio ogni volta che si fa l’esame delle urine, poter capire perché ai maschi piace così tanto farselo succhiare e giocare alla playstation, poter sapere cosa gli frulla in testa quando non parlano. Conosci il tuo nemico, è così che si dice. Mi esalto sempre più al pensiero di scorribande notturne sui motorini, di viaggi solitari per il mondo senza l’angoscia di essere stuprato, di essere potenzialmente attraente fino a 60, 70 anni…poi un sasso mi si schianta in faccia e infrange il mio sorriso estatico in mille pezzettini quando sento la voce dell’impiegata secca e antipatica, che si blocca gracchiando come un disco rotto e con tono sempre più gaio e ancora più odioso dice: “ah, no, cara, sono spiacente, ma lei non è abilitata per accedere al servizio “sex choice”, guardi qui” e con l’unghia appuntita indica una minuscola scritta sulla copertina del mio fascicolo personale. Quasi mi scivolano gli occhi fuori dalle orbite per questo coppino a tradimento, ma a lei non deve fregargliene molto e facendo dondolare gli occhiali tra due dita continua: “lei non lo sa ma era nel programma di sperimentazione per la monitorizzazione istantanea del karma. Sa, è per velocizzare le pratiche: ora l’aggiornamento del karma avviene in tempo reale durante l’esistenza terrena…e a noi rimane solo da assegnarle il corpo stabilito”
“Quindi è già tutto deciso? Io mi sono fatta tutti ‘sti limbi e non posso scegliere niente?”
“Ma certo, quando sarà di nuovo sulla Terra potrà scegliere tutto quello che vuole!”
“Sulla Terra ha detto…”
“Sì, però se le interessa può approfittare dell’offerta “alleggerisci il tuo karma su un pianeta a sorpresa”…può scegliere di non tornare sulla Terra, e farsi, come dire…un giro di prova su un nuovo pianeta, e avrà uno sconto sugli influssi negativi. Tasso zero, senza interessi, ovviamente. Qui siamo gente onesta.”
Rispondo seria: “Io non vedo gente” e lei mi fa un sorrisino stitico. poi dice: “abbiamo finito”, schiaccia un pulsante rosso al centro della scrivania e io mi sento diventare liquida.
Atterro senza fare rumore su un’altalena rossa che inizia ad oscillare lentamente al centro di un parco giochi assolato e deserto. Faccio per aggrapparmi alle catene e vedo il mio corpo trasformato in una sagoma azzurrina, come quella del ragazzo che si era fatto esplodere. Mi guardo, e sul mio petto c’è una scritta lampeggiante che dice “Loading new DNA”. Davanti a me, un tipo con un berretto da baseball e gli occhiali da sole si allontana e si avvicina ritmicamente. È seduto su una sedia da regista, con una gamba comodamente accavallata, alza una mano in segno di saluto e mi dice: “ciao! Sono Johnny, il tuo tutor karmico”. Io penso a Johnny, quello del cartone animato che in realtà era un porno e lui con un sorriso amabile stampato in faccia continua: “sono a tua disposizione per rispondere a tutte le tue domande sulla vita, l’universo e tutto quanto!”. “Perché sono morta così giovane?” urlo, e il centro della sagoma che sono si arroventa. Lui risponde: “perché era inevitabile come fenomeno vitale ed effetto delle azioni che hai compiuto in questa vita e in quelle passate”. “bella novità! Sei proprio utile!” dico io, e quasi divento incandescente. Poi beve un sorso di limonata succhiandola da una cannuccia, appoggia il bicchiere su un tavolino, vicino a un telecomando arancione e dice: “mi spiace, ma mi hanno preparato a rispondere solo a domande di carattere generale…che so, perché esistono le zanzare?”
“perché è inevitabile?”
“no, in realtà sono microdemoni della collera”
“ah. Senti, quindi tu sai qual è il senso della vita, vero?”
“certo, è un senso unico”
“ma che simpatico! Intendevo: qual è lo scopo della vita”
“la felicità” e sorride come un piccolo Buddha ubriaco. L’altalena cigola un fischio continuo, mi spinge sempre più veloce e più lontano, più vicino, più lontano, più vicino a lui. Urlo:
“allora perché soffriamo?”
“perché e inevitabile”
“e come faccio ad essere felice allora?”
Lui si fa saltare in bocca una focaccina, e masticando dice: “soffri per quel che c’è da soffrire” e si pulisce le mani sui calzoncini “ e gioisci per quel che c’è da gioire”
“qualcosa di meno enigmatico?”
Dice: “fai una sommatoria di tutti i frattali, di tutti gli algoritmi e di tutti i limiti di x per x tendente a più infinito e moltiplica il totale per potenze di 3!”, e io capisco. Improvvisamente. Tutto. Il mio tutor Johnny sorride, afferra il telecomando sul tavolino e schiaccia un bottone: io sento un bip intermittente che mi esce dal petto e inizio a vibrare, volo dall’altalena e rimango sospesa in aria con un sorriso enorme da neonata, e sembra che io urli: “adesso so la verità sulla vita, l’universo e tutto quanto! Grazie!”. Mentre precipito nel buio, il mio tutor Johnny mormora: “peccato che adesso dimenticherai di nuovo tutto”.
2 Commenti
Commenti RSS TrackBack Identifier URI
Lascia un commento





bellissimo…
sei fuori come un’anguria
mmm…mi piace l’anguria!!!