ritratto di una Eva innamorata
Era una giornata di merda eppure lei era felice. Pioveva a dirotto e la città era più isterica del solito, con la gente che guardava per terra digrignando i denti, recitando un rosario di maledizioni per tutti gli esseri viventi. La borsa le scivolava dalla spalla e ticchettava contro i bottoni della giacca aperta, pronta a cadere e a rovesciarsi in una pozzanghera, ma lei appoggiava la punta del piede con calma, godendo ogni volta del contatto con la terra, il dimenticando il tempo che era già andato troppo avanti. Eva camminava per le strade bagnate i tacchi rotti in mano e la faccia trasognata, sorridendo come se Cupido le tenesse gli angoli della bocca rivolti all’insù: non mostrava i denti, ma teneva le labbra dischiuse in una mezzaluna rosata, come una bambina sorpresa da una nevicata fuori stagione. Anche i suoi occhi grigi guardavano in alto, diventando sempre più grandi e scuri, mentre raccoglievano le gocce di arcobaleno che cadevano dal cielo grigiastro solo per lei, e vagavano seguendo il ritmo di una canzoncina allegra, certi di vedere raggi di sole invece di fulmini.
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E’ proprio un ritratto. Vivido, nei colori, nei suoni, nelle sensazioni tattili. Molto bello.
tnks