forte come un toro
“ero forte come un toro, io! forte come un toro!” sproloquia il vecchio sulla linea 57, tutto fradicio di alcool e memorie. due sgualdrine che si fingono ragazze per bene con il cellulare, e i pantaloni attillati e la faccia di plastica lo deridono sotto un illusione di benevolenza “ma dai che sei ancora forte tu!” (si si proprio forte tu, vecchio rincoglionito!) (ma hai visto come è conciato questo hai visto eh, che ridere il vecchio?!) (si si ho visto ho visto, dai non ridere che se no facciamo brutta figura, dai, dai che se no fai ridere anche me e poi questo si incazza e vedi tu che fine facciamo) io le guardo e spero che lui gli frani addosso, proprio con le mani sulle loro preziose tette giovani ancora per poco, vere ancora per poco. credo che a lui farebbe piacere, e che per le due oche potrebbe essere un giusto dazio per aver deriso il vecchio. “capo” urla al conduciente “capo, hai visto, ho buoni gusti, io! ah, quando ero giovane le ragazze se le bascavano per uscire a salutarmi! mio padre, lui è nato nel 1896 capo, hai capito capo?! eh?” urla il vecchio “capo!” e l’autista trasale e farfuglia che non sento per imbonire lo sciancato “capo! mio padre ha fatto la guerra del ‘15-’18″ “eh…e io sono stato fortunato” (sìsì fortunato proprio fortunato! macchè, sei solo uno sfigato ubriacone pronto a schaittare!) (già già, pronto a schiattare! eheh) “allora, dove stai andando?” dice sguaiata la sciaquina n°1 (eheh) (ahah) (dai! shhh!) “mio padre ha fatto la guerra! e io ero forte” “mia moglie sta a torino…eh, noi non siamo mai andati d’accordo! però è una cara donna! sta a torino, ma io le voglio bene, eh…” (dio ma questo è fuori!) (giàgia) ” ma tu sei di torino?” “ma no, ma no, io sono brianssssolo!” “ma dove stai andando?” “capo! dove sto andando?” “ah io non lo so” e scuote la testa come per farsi cadere un’idea tra le mani e per scacciare un presagio (lo so io dove sto andando, dove andrò tra poco, io mi sa che muoi, mi sa che muoio, come mio padre nella grande guerra!) “capo! dai sono solo un vecchio, ma portami da qualche parte stasera che mi sento giovane!” (dai dai scendiamo prima che questo ci segua! scendi scendi!) (eheh) (ahah). le ragazze scendono sculettando su tacchi improbabili. un giorno arrancheranno su suole ortopediche. un giorno sproloquieranno anche loro nella solitudine. un giorno moriranno anche loro. “capo! ma le hai viste quelle due? belle ragazze eh? eh ai miei tempi…ai miei tempi ero forte come un toro!” il volto del vecchio si adormbra sotto la nuvola dei suoi capelli bianchi e con la bocca ubriaca dice: “forte come un toro…” corre in campagna, tra i filari stretti e saltando ruba un paio di mele da sgranocchiare sotto un albero. corre sulla sua bicicletta blu e fischia alle ragazze che passano per la strada della città appena raggiunta, i capelli mossi dal vento e la vita mossa dalla vita, dal presente, dal futuro e dal desiderio. anche le ragazze lo guardano, anche le donne lo guardano, nascondeno la bocca dietro a una mano. corre verso l’amore con le mani tese di speranze sotto i portoni poco illuminati, corre nei vicoli bui per fare più in fretta, per baciare un secondo di più, corre verso lei che lo aspetta per farlo arrampicare nel suo cuore. corre verso il suo primo stipendio guadagnato in fabbrica, verso il primo aumento, verso la sua prima macchina fiammante, corre motorizzato per il suo paese, facendo mangiare polvere alla miseria. corre verso il televisore e il frigorifero e i figli e il lavoro sempre uguale, sempre più uguale, ma che almeno non è sua moglie. corre perchè era troppo giovane per non innamorarsi di nuovo, corre verso le urla le valigie messe insieme di fretta e la solitudine di un pasto freddo in una stanza vuota. corre verso le serate, i pomeriggi e le mattine nei bar a bere per non pensare per non ricordare, per non vedere ora, che lui, era proprio un toro…sì, una volta era forte come un toro.
17 Commenti
Commenti RSS TrackBack Identifier URI
Lascia un commento





sono riuscito ad immaginare la scena e a vivere pr un istante il suo passato!
intenso, vero ed emozionante, ti faccio i miei complimenti..
A quelle come te le dita dovrebbero tagliare!
Così la smettessero di schiaffeggiare le palle degli altri!
Se mentre rotoli giù per la discesa ti prendi una pausa, vieni a trovarmi
in che sento rotolo giù per la discesa? il mio scrivere sta peggiorando?
grazie misternemo!
x figliodizoccola: forse faresti prima a tagliarti le palle tu, visto che c’è un sacco di gente che te le schiaffeggia. ma forse, in fondo in fondo ti piace. se non hai qualcuno da smerdare, cosa ti rimane da dire? cmq sei libero di pensarla come vuoi su di me e sul mio blog.
ciao sophie, no, ma il tuo stile è sempre molto impetuoso, a mo’ di valanga
grazie…almeno, io lo considero un complimento!
infatti lo era, apprezzo che tu l’abbia compreso, significa che ti sai gestire i complimenti, a differenza di molte donne.
lui: come sei carina oggi!
lei: perché, di solito sono brutta?
è vero…cmq spesso queste risposte del cazzo sono solo un tentativo di ricevere altri complimenti…donne vanesie!sarebbe già meglio se lo si dicesse con un sorrisino ironico! (io ogni tanto lo faccio!d’altra parte sono femmina anch’io!)
veramente sei femmina? pensavo fossi il travone barese che aveva inchodato lapo elkann
avrei voluto dare una risposta migliore…però quella che mi veniva in mente era un tantino blasfema ed essendo femmina devo stare attenta a non dire cose troppo brutte, sai non sta bene…
ma daiiii….spara!
…non sapevo che a lapo piacesse addirittura giocare alla crocefissione…
hahaha no l’ha inchiodato ma in senso metaforico, oddio forse anxche fisico ora che ci penso
più che inchiodato…impalato!