Meglio una topa viva che una gatta morta
Le vedi nei locali, sull’autobus o per le strade, intente a specchiarsi in una vetrina. Le vedi fare moine e passarsi le dita nei capelli. Le vedi ridere sguaiate e ancheggiare su tacchi improbabili.
Seduttive a tutti i costi, civette più di quanto basta, dispensano sorrisini e bronci a comando.
Sono le gatte morte. Tirate a lucidalabbra, anche alle 5 del mattino.
Quelle che si lisciano il pelo con voluttà autoerotica, ostentando disponibilità.
Quelle che nelle relazioni ingrassano il loro ego e la loro vanità.
Quelle che non seguono il cuore, o il cervello, o l’istinto, ma strategie ben collaudate e approvate dal branco.
Ma sono quelle che gli uomini guardano, quelle a cui si avvicinano, quelle a cui attaccano bottone sperando di slacciarne altri.
Con in bocca il sapore della frustrazione e un pizzico di invidia, dico con orgoglio che io non sono una di quelle. Io sono una topa viva.
Una che è come la vedi, o quasi (perchè tutti abbiamo dei lati nascosti, intimi…), una che non si fa mille paranoie e che se gli piaci non aspetta due ore prima di risponere a un messaggio solo perchè così ti tiene sulle spine. Anzi, ti chiama lei.
Spontanea, vera, libera. Dai luoghi comuni, dagli stereotipi femminili, dalla chimera della principessa e della Barbie.
La topa viva non direbbe: “e vissero felici e contenti” ma “vivono” e basta.
La topa viva sa chi è, cosa vuole: esiste di per sè e per sè stessa, e non in funzione di parametri sociali o di chi si trova davanti.
La topa viva non è la donna confezionata e perfetta, precotta e preimbellettata, ma un essere umano di sesso femminile, quindi ugualmente donna, ma meno manichino con poche pose e un frasario limitato.
La topa viva è una che non porta maschere, magari un po’ di mascara. E non per intrappolare più mosconi tra le sue ciglia, ma semplicemente perchè con quel mascara si piace.
La gatta morta invece è spesso - perchè ci sono anche quelle autentiche - una maschera, consolidata dai risultati. Se ti comporti in un certo modo e ottieni quello che vuoi, continui a comportarti in quel modo. Chi potrebbe contestarlo?
Ma perchè le gatte morte piacciono tanto? Perchè gli uomini continuano a lasciare bava e cuori infranti dietro di loro?
Credo ci siano diversi fattori: la presunta disponibilità, la gestualità - quel certo ruotare del collo, quel dondolare il piede - e il mistero. Infatti, le gatte morte si pongono come esseri totalmente “diversi” dagli uomini, e questo porta a due conseguenze.
La prima è che l’uomo sa esattamente come comportarsi con la donna gatta morta, perchè aderisce a un’immagine codificata e quindi con lei può adottare un comportamento altrettanto codificato: facile, sicuro, affidabile. Al contrario, la topa viva, destabilizza e crea incertezze, richiede creatività, intuito e inventiva, proprio perchè non interpreta un ruolo, ma è mutevole, imprevedibile, rischiosa. Ti costringe ad essere un uccello vivo, invece di un uccello ingabbiato nei prototipi maschili.
La seconda conseguenza è che l’alone di pelo soffice e insondabile mistero attorno alle gatte morte le rende tutte da scoprire, da corteggiare, per vedere cosa c’è sotto. Ma sotto, alla fine c’è sempre la stessa cosa. Solo che loro riescono a renderla più appetibile. Te la fanno desiderare, te la fanno annusare.
Ma poi non ci stanno mai - o almeno questo è quello che si dice. La topa viva invece se gli piaci e le va, fa l’amore con te anche alla prima uscita. Se non le piaci o non le va, non farà l’amore con te neanche dopo 20 appuntamenti, 10 mazzi di rose e un anello di diamanti.
Per le gatte morte e gli uccelli in gabbia è più facile e produttivo vivere di schematizzazioni, di verità assolute, in bianco e nero. Ma le sfumature si perdono e la vita si trasforma una sequela di scenette e copioni rimasticati. E ogni volta un po’ di sapore se ne va, e si finisce per non sentire più niente: nessun aroma, nessuna consistenza, nessun fremito. E magari si arriva alla fine con il dubbio di essersi persi qualcosa durante il viaggio. Forse il viaggio intero.
Magari, sarebbe più facile, produttivo, e bello, far cadere le maschere per essere se stessi - tope vive e uccelli vivi - e godersi la vita.
Quella della gatta morta è maschera che non voglio, e neache riesco, a portare. Mi sta stretta, mi soffoca, mi fa star male. Mi costringe ad essere quella che non sono. Mi irrigidisce, mi stanca, mi graffia l’anima. Per cosa poi? Per alzare il numero dei topi intrappolati nei miei artigli laccati? Per una storiella in più, che tanto a fingere non si guadagna niente, perchè alla fine tutti i nodi vengono alla spazzola? Per riempire il vuoto dei miei cassetti e del mio cuore? E’ una facciata di fondotinta, lampade e zigomi scolpiti in bassorilievo dal fard. Una maschera di esche e bigiotteria, per ami e amori di tutte le taglie. Ed è uno spreco di tempo e di energie spese a dissimulare se stesse.
No, preferisco essere una topa viva. Una che magari ha meno vezzi, meno malizia, una che non usa trucchi ma organi pulsanti. Una che respira. Con tutti i pregi e i difetti. Con tutti i punti di convergenza e divergenza con l’altro sesso.
Non biasimo gli uomini se sono attratti dalle gatte morte. Dico solo: date uno sguardo in più, magari togliendovi gli occhiali da sole, anche alle tope vive.
Forse in loro troverete una femminilità ancora più sorprendente.
10 Commenti
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Cara So, averti scoperta è stata una rivelazione!!!!
Come è possibile tu metta in parole così semplici e forti esattamente ciò che io, e non solo credo, penso??? Ma perchè questi maschietti rompono le scatole a noi tope vive facendoci notare quanti difetti hanno le donne (leggi gatte morte) e dicendoci che, meraviglia, noi per fortuna non siamo così, ma poi ci mollano per correre dietro a questi manichini stigmatizzati?
Io credo che sia per il semplice fatto che con loro sanno come agire, è come un copione in cui ognuno ha la sua parte, con noi no, devono uscire allo scoperto, devono mettersi in gioco e gli uomini difficilmente lo fanno con le donne vere. Proprio lui, l’uomo che ho atteso tornasse per 12 anni e che è tornato per un po’, lui che mi diceva che ero diversa alla fine ha cercato di farmi entrare nella catregoria delle gatte morte e non essendoci riuscito è scappato via, ti suona familiare?
Ma dove sono i veri uomini, se li trovi fammi un fischio io farò lo stesso.
Rinoah
Sentirmi dire “sei meravigliosa”, salvo poi essere scartata e dimenticata, è esattamente quello che mi è successo. E’ frustrante, e svilente. E come se non bastasse, quello che di negativo si dice sulle donne (sono tutte stronze, una volta che gli dici ti amo poi se ne vanno, non hanno mai voglia di fare l’amore…
di solito è merito delle gatte morte. Ma poi, a pagarne le conseguenze, sono sempre le tope vive. Come dici tu, e come ho anche scritto nel post, è una questione di ruoli, di ingessature e clichè. Mi chiedo solo: costa davvero tanta fatica uscirne, cercare di essere se stessi? Ci vuole poi tanto coraggio per mettersi in gioco, e rischiare, al massimo, di non avere rimpianti? non credo, soprattutto perchè ne varrebbe la pena. La differenza penso stia nella paura di soffrire, di essere feriti, di scoprirsi diversi. Chi non ne ha? Dipende da come si decide di vivere…
So.
ciao So, la tua analisi non fa una piega. ineccepibile. ma il bello del gioco e’ conoscere le regole e sconvolgerle. infatti non c’e’ cosa che che fa + impazzire una gatta morta e’ non cagarla quando lei si avvicina a te. e’ come in economia: bisogna spiazzare le aspettative. se fai cosi’ vinci pure alla prima sera. ma chiaramente e’ un colpo che riesce anche molto per fortuna.
notte
è naturale, le donne sono orgogliose e quindi non cagarle è un affronto che non possono sopportare: poi, per sfidare e stesse e averla vinta, sbattono la testa contro il muro e si innamorano dei cosidetti “bastardi”… ma a volte è più desiderio di conferme che reale innamoramento…alla fine le regole della seduzione sono sempre le stesse…quelle de “l’arte della guerra”…peccato che saperle applicare…
Quindi io potrei fingermi gatta morta per far avvicinare gli uomini, salvo poi rivelarmi la topa viva che sono e mettere nel sacco il fortunato avventore delle mie grazie?
io di economia non capisco davvero niente…
Sapete c’era una canzoncina che recitava “È la dura legge del gol gli altri segneranno però che spettacolo quando giochiamo noi non molliamo mai Loro stanno chiusi ma cosa importa chi vincerà perché in fondo lo squadrone siamo noi”. Io penso sia vero forse le gatte morte vincono ma volete mettere quando scende in campo qualcos’altro? MI complimento con sullarottadellamiavita per la sua sincderità, ma mi chiedo se alla maggior parte uomini basta davvero vedere la superficie delle persone e se così fosse non sarebbe più intrigante andare a vedere cosa ognuno nasconde in sè magari di davvero unico e non stereotipato?
già…a volte le profondità fa paura, anche se non è detto che gli uomini non vogliano sondarla: troppo spesso infatti ci nascondiamo dietro maschere perchè anche abbiamo paura di essere accettati/e, chiudiamo nel cassetto ciò che siamo in realtà perchè pensiamo che non sia abbastanza niente…e allora come si fa? a me è capitata più volte…spero di riuscire a fare questo click, questo scarto evolutivo, e di riuscire ad essere solo me stessa.
La cosa davvero preoccupante è che il fenomeno delle gatte morte cresce a dismisura. Lo credete anche voi o è solo una mia impressione?
No, no, hai ragione, è in continua ascesa…soprattutto tra le più giovani (non che io non lo sia, ma 16 anni non li ho da un po’..)
Sembra una continuo spasmodico cercare di uniformarsi a dei canoni, a dei modelli: la bella ragazza che cucca un sacco, che deve essere bella e civetta, perchè è questo che interessa agli uomini, è questo che li attira. Cosa che, tra l’altro, ritengo sia abbastanza svilente nei confronti degli uomini perchè l’atteggiamento della gatta morta non conidera il maschio come essere profondo, intelligente, che ha sentimenti, idee ed emozioni. E mi chiedo: come possono le donne pretendere profondità quando, a volte, sono le prime ad essere superficiali, considerando gli altri in tal modo e diventandolo a loro volta?
E’ un circolo vizioso e malsano, che tende ad inasprire sempre più i rapporti tra i sessi. Non credo proprio che questa sia la strada giusta. Ci vorrebbe un po’ più di cuore, e di umanità.
Io ho amato una topa viva e una gatta morta.
Con la topa viva sono cresciuto e ho passato 6 anni bellissimi. Oggi siamo amici, e ci raccontiamo tutto.
Con la gatta morta ho fatto una bella vacanza, sono stato bene anche se è stata breve.
Con entrambe sono stato bene e sono stato male per e con loro.
Dentro ogni topa viva come in ogni gatta morta c’è una donna che ama a modo proprio e che brama per essere amata!!
Come in ogni uomo bastardo o affettuoso!!
La guerra lasciatela agli stolti!! Amate!!
io adoro gli uomini! anche se si prendono bastonate nelle relazioni, e non solo con l’altro sesso…io ne ho prese tante in amicizia, e soprattutto con donne…
hai ragione…in tutti c’è un cuore che palpita…
il mio cerco di lasciarlo battere e basta, ma le tachicardie, le exstrasistole e i mezzi infarti ci sono sempre…per non parlare delle varie ostruzioni che non permettono al sangue di scorre, così, semplicemente…come dovrebbe essere…
non ho ancora capito se amare sia la cosa più difficile o più facile del mondo…probabilmente entrambe
So.