Piccoli amici vibranti
Circa un anno fa mi hanno rubato la borsa.
Nulla di sconvolgente, a parte l’infinita trafila burocratica per rifare i documenti, cambiare la serratura e l’irrimediabile perdita dei miei ormai ex occhiali da sole vintage. E l’incolmabile vuoto per la perdita del piccolo vibratore, che portavo sempre con me, appunto, nella borsetta. Se non altro i ladri devono essersi fatti quattro risate.
Fatto sta che ero stata privata di uno dei miei piacevoli compagni; fortuna che ancora per qualche mese mi era rimasto quello vero, in carne e niente ossa.
Il mio piccolo amico era stato acquistato in un grande sex shop in un periodo di trasgressioni e troieggiamento feroce, postumo alla chiusura con il mio precedente fidanzato, ovvero Mr Calesse (mi ha lasciata dicendomi “sai, pensavo fosse amore e invece era un calesse”. No, non sto affatto scherzando). Ho sempre adorato i sex toys, mi hanno sempre incuriosita ed eccitata con le loro forme, con il loro non essere corpo ma oggetto meccanico, perfettamente controllabile nelle tue mani, e perfettamente fuori controllo in quelle di qualcun altro.
Avevo girato a lungo nel negozio, soffermandomi attentamente su ogni oggetto esposto nelle vetrinette a ridosso delle pareti che custodivano gli oggetti dei miei desideri. Sapevo quello di cui avevo bisogno e l’avevo scelto con cura: abbastanza piccolo da stare nella borsa, colorato, abbastanza pornografico senza essere naturalistico. L’avevo trovato quasi alla fine del mio giro, dopo aver scartato vibratori a forma di pannocchia, e innumerevoli altri troppo veri o troppo grandi: grande poco più di un dito, anatomico, di un viola profondo dai riflessi cangianti.
Ho fatto cenno al commesso, che ha aperto la vetrinetta con un clack di pensieri taciuti e lungimiranti nelle mie fantasie, lanciandomi un’occhiata. Ho sentito la vibrazione aumentare sulla pelle della mia mano e ho immaginato cosa avrebbe sentito la mia carne, forse in quel momento troppo debole per farsi corrompere da qualsiasi cosa avesse un’anima.
E’ stato con me per un paio d’anni. Poi, perduto per sempre, tra mani e coscienze sporche.
Pochi giorni fa, avevo voglia di tirarmi su di morale andando a comprare mutandine ecciatanti a poco prezzo nel sex shop vicino a casa mia. Purtroppo non ne ho trovate che mi piacessero, così ho ripiegato - da me non me lo sarei mai aspettato - verso il reparto dei sex toys.
E lì ho trovato il suo sostituto: sempre piccolo, ma con un appeal di design, nero vellutato e metallo.
Non l’ho ancora provato - lo farò a brevissimo
- ma credo proprio sarà degno del suo predecessore.
Mi godo la mia singletudine e vado sotto le lenzuola.

Cigliegina sul capezzolo: spiegare al gestore di un sex shop cos’è The Cone, non ha prezzo.
10 Commenti
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meccaniche sorprendenti si sussueguono fra mille e più turbamenti
Inizi a scoprire i miei altarini…
So.
fantastica, compagna di singletudine: continua così!!
Tnks! anche tu però
tu hai amici vibranti?
So.
partecipo al dolore della perdita per il tuo precedente “giochino” e festeggio insieme a te l’arrivio del nuovo “animale da compagnia”
Noi maschietti di solito non cerchiamo simili divertimenti. … ma se li troviamo in un cassetto…. poi cissà che può succedere
ciao
ehehe..mi sono venute in mente 2 o 3 cosette niente male…
So.
azz… ho scatenato la fantasie di sophie!
[...] spicciola non fanno per me, potrei seriamente valutare quanto scrive la simpatica blogger sophieboop, e dotarmi di un piccolo trastullo da borsetta, nell’attesa che tempi migliori [...]
Un giocattolo come questo (http://www.thetoy.co.uk/) è comodissimo sia se sei single che [ben] accoppiata.
Tnks per il piacevole suggerimento!
verrò a farti una visita appena posso, il tuo blog mi interessa molto!
So.