HomeCine Network # Shortbus

Sempre dalla mia Moleskine, che ormai ha solo una pagina bianca…ecco i miei appunti su Shortbus, di John Cameron Mitchell. Qui la scheda del film.
Una chicca: gli attori del film sono non professionisti, e hanno partecipato attivamente alla stesura della sceneggiatura.

  • Il sesso guarisce, l’Amore umano, universale e sconfinato, guarisce, libera, ci rende felici. Vivi.
  • Il sesso può aiutare a trovare la giusta connessione con sè stessi, con il nostro cuore e il nostro cervello, ed è anche una meta-ricerca per esplorare il sesso stesso e le sue possibilità, l’amore i tutti i suoi modi l’infinita gamma di emozioni e di desideri che possiamo provare. Nel film, la scoperta di sè stessi è espressa con dei cali di corrente elettrica, che culminano in un blackout finale, come fosse il vacillare delle nostre certezze, il lasciarsi andare e toccare i propri limiti, sfarfallando la luce e il buio di una rivelazione, per arrivare a sentire solo l’istinto cieco della vita.
  • Siamo tutti diversi nella forma che usiamo per esprimere le nostre pulsioni o emozioni, ma siamo tutti uguali nella sostanza di quello che ci spinge, di quello che sentiamo: il sesso è una pulsione animale e umana allo stesso tempo, quindi condivisibile da tutti nella sua forma più pura, più nuda. Il film presenta un panorama di (quasi) tutte le inclinazioni della sessualità e dei sentimenti, che sono ben più varie di quello che si potrebbe pensare, o forse di quello che ci vogliono far pensare. Lo shortbus è per i diversamente abili: quelli che diversamente - o forse solo in maniera più libera e spontanea - sentono, al di là dei dettami sociali, la pulsione sessuale, l’amore, il desiderio. Ma che in qualunque modo si esprima, è sempre la stessa cosa.
  • Il film mostra 2 panorami contrapposti: le coppie protagoniste, definite in canoni e modelli piuttosto comuni (la coppia etero, la coppia gay, la relazione S/M) alle prese con tematiche scottanti (l’orgasmo, il possesso, la solitudine e la capacità di intessere relazioni umane) e la massa dello shortbus, libera, ampia, naturale nello scegliere le sue forme, senza inibizioni, limiti o resistenze. Forse l’equilibrio andrebbe ricercato nell’intersecarsi di queste due sfere, liberamente: ognuno dovrebbe poter dare alla propria relazione la forma che fa stare meglio le persone coinvolte, e viversela. Fanculo la società. Cercando di andare oltre i dettami sociali imposti, non per rifiutarli in toto, per partito preso, ma accogliendo e creando solo quelli che si sentono “propri”. Quanti paletti sociali, quanti limiti “morali” ci impediscono di essere davvero noi stessi e di essere felici? Quanti tabù ci impediscono di essere soddisfatti della nostra vita sessuale?
  • Possiamo essere “permeabili o impermeabili” al mondo che ci circonda, e anche a quello che vive dentro di noi, con tutte le sue strade e le sue stanze; possiamo lasciarci cambiare da quello che ci succede attorno e da quello che sentiamo, oppure no. Mi chiedo solo quante volte riusciamo a vivere completamente, liberamente, questi mondi? Quanto siamo sinceri con noi stessi? Quante volte non abbiamo il coraggio di viverci fino in fondo? C’è sempre un muro da abbattere, prima di arrivare al cuore della vita, di noi stessi, degli altri.
  • Che meraviglia l’amore…e FARLO: siamo noi stessi a crearlo, facendolo, a dargli una forma. Abbiamo bisogno di questo amore, di questo contatto con l’altro, di non sentirci soli, di sentirci amati, di sentire la gioia nel sesso, e non l’ansia di un impulso che ormai è diventato consumistico e codificato. Abbiamo bisogno di Amare. Se ci fosse uno shortbus in ogni città le relazioni e la sessualità si vivrebbero meglio e le persone sarebbero più felici ed appagate.

I miei occhi sorridono e guardano lontano: Shortbus mi ha dato la speranza che qualcosa di vivo, di universale, ci sia. E che ci sia una felicità per gli esseri umani, che è talmente lontana dalla realtà che viviamo da essere difficile da immaginare. Ma che esiste.

Alla prossima visione, con Closer, che presenterò io (sono un po’ emozionata!).

6 Commenti

  1. Commento di Paul on Maggio 15, 2008 7:13 pm

    devo vedere questo film!

  2. Commento di Sophieboop on Maggio 15, 2008 7:33 pm

    io L’ho già visto 2 volte…e ogni volta mi piace di più…mi ha colpita molto, credo trasmetta in gran parte il mio pensiero sulla sessualità…spero che la cosa si capisca anche tra i pensieri alla rinfusa.
    So.

  3. Commento di Lorenzo on Maggio 16, 2008 2:33 pm

    Voto alla recensione: 6.5, ma d’altronde sono i tuoi pensieri quindi indiscutibili, per forza altrimenti mi lasci un altro ematoma sull’altra spalla ;-)

    per closer mi aspetto una intro da 8.

    ah, mi sa che ci si vede pure stasera, per ora buon lavoro :-)

    Lore

  4. Commento di Sophieboop on Maggio 16, 2008 2:36 pm

    Ma non è una recensione! sono i miei scarabocchi mentali!
    cmq anche tu mi hai “ematomato” ;)
    vedrò di impegnarmi per “Closer”
    So.

  5. Commento di advertiti on Maggio 25, 2008 7:13 pm

    Vado a scaricarlo. Ripasso.

  6. Commento di Sophieboop on Maggio 25, 2008 9:01 pm

    Ripassa, ripassa…
    ;)
    So.

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